Me, myself and Josè James

image.jpegL’indirizzo della location ‘Le Poisson Rouge’ lo conoscevo fin troppo bene, perché è al building del mio primo domicilio di NY (dove tutto ebbe inizio qui nel 2008), al 160 di Bleecker Str. giù nel Village. La vita è straordinaria.

Dopo aver fatto booking in “da house”, rimango fuori a respirare l’aria incredibilmente mite di questi giorni della città (ora sta nevicando). Ed eccolo lì JJ, che scende in strada seguito dal video maker del WJF che lo filma. Wow..
Faccio ingresso nel basement LPR poco dopo, tappeto sonoro del club, Etta James – At Least, altro Wow.

Il LPR è Club puro,dimensionato e raccolto. Mi sistemo tra l’ingresso artisti, lo stage ed i pochi gradini che servono per raggiungerlo con il preciso scopo di intercettarlo. E’ così sarà. Posizione favorevole anche per l’aria condizionata che dall’alto mitiga l’ambiente che si va facendo già caldo.
Mentre i 3 componenti (keyboard, basso e batteria) prendono possesso del palco, inizia lo scorrere di immagini di volti (primi piani) Afroamericani sul mega schermo accompagnato da una sua versione struggente (chitarra e voce) di A Change Is Gonna Come di Sam Cooke. Un vero e proprio inno per i diritti civili degli Afro.
Il silenzio piomba in sala, l’emozione e vibrante.
Il live si apre con una intro instrumental Soul Jazz Funk del trio…ma è solo un attimo. JJ prende possesso del palco e del mic., alla cui asta è legata la Stars and Stripes: Newyorcity makes some of fucking noise…YO…ed è subito Hip-Hop d’amplesso.
La sua voce è potente, forte e pulita, il suo canto in rima impressiona.
Sotto noi balliamo.
L’aria che si respira è quella del massimo coinvolgimento, interazione immediata con il pubblico, simpatia imbarazzate per quanto sincera.
Si passa subito a Park Bench People (che adoro) e il suo Hip Hop è efficace anche qui. Gaudio.
La logica di essere in un context Jazz viene completamente stravolta ed è lui il primo ad ammetterlo dal palco. La magia della sua voce è lo strumento aggiunto,le corde toccano qualsiasi radice afro, dal soul, al funk, dalla rima fino al Gospel che ha tirato fuori con una forza che ci ha lasciato senza respiro.
Ha parlato continuamente con noi in sala eravamo 4/500 persone che so, abbiamo riso parecchio nello scambio continuo di battute e di parole con il pubblico, le donne lo adorano e lui adoro loro. E’ da loro che partono a gran voce le richieste, la scaletta è completamente stravolta, ancora trasversale al context Jazz, ma chi se ne frega, lui è JJ e sul palco opposto c’è la stampa, ci sono quelli della Blue Note che lui saluta e a cui tributa l’ennesima battuta. Risate.

Come to My Door, Come to My Door. Le donne in sala fanno sul serio e vincono come sempre. Imbraccia la sua chitarra elettrica ma l’accordo non va. Stop stop stop: This motherfucker guitar isn’t in tune. Giù ancora risate e commenti..anche lui si ferma e ride. Il ritmo della balad suonata dal vivo è ancor più bella…l’assenza di Emily King e ben rimpiazzata dal suo bassista che tira fuori una perfomance vocale che ci lascia basiti..stavolta gli applausi sono tutti per lui.
Ci ha regalato un paio di inediti: Hope you liked the new shit! due nuove tracce che richiamano i suoi primi lavori, quelli di The Dreamer e Blackmagic.

Via via, 1.40h. di show. La serata del WJF ne prevede 3 al LPR ma in totale in città se ne conteranno in tutto 80 live (solo ieri) in un format bellissimo di location e movimentazione. Si fa cultura sul serio qui. Audience di tutte le età. No limit.
Il secondo live previsto al LPR è di Takuya Kuroda quartet, che nel frattempo viene chiamato sul palco per una performance. Tripudio.

Excursus: Takuya Kuroda è straordinario, il suo live è stato sorprendentemente bello, sontuosamente improntato sul Jazz…con il tastierista Nippo di cui non ricordo il nome (lo stesso di Jose James) concentrato di talento fuori dal comune. Straordinario. L’ultimo live in location LPR è dei Go Go Penguin da Manchester. Immensi e raccomando, segnatevi il nome e a chi già li conosce…va la mia stima. Bravissimi, talentuosi, Musicisti con la M maiuscola, suoni nuovi e improntati sul jazz puro ma fuori dal comune ne faranno parecchia di strada, hanno rotto l’applausometro.

A proposito di stretta di mano, al termine dello show, quando JJ riscende quei pochi gradini dal palco, accompagno la sua discesa con un eloquente: from Italy for U. Ha colmato quei pochi centimetri di spazio e mi ha teso braccio e mano in una stretta efficace Io:You’re my soul…my ispiration!!!….il suo Thank You è stato l’incipit della nostra conversazione, interrotta da altre mani e saluti (per chi frequenta il mondo Jazz questo è la normalità delle cose che accadono dopo ogni session). Gli ho chiesto se avessi potuto parlare con lui per qualche minuto, me ne ha concessi molti di più dopo un breve ristoro in the back ed è stato da lì, quando è riuscito dalle quinte (mentre Takuya Kuroda aveva già inziato da minuti il suo live) che ho ricevuto il suo abbraccio ed un sorriso grande così.

La prima domanda è stata:
Gli amici dall’Italia, gli amici della Crew chiedono quando sarai noi. Perché non ti porta nessuno da noi. I’ll be there in spring Rome and Milan.
Da lì abbiamo parlato a lungo delle sue produzioni, delle sue radici, del suo sangue irlandese (da parte di madre), della bravura di Kuroda che nel frattempo si esibiva mostruosamente, e poi inevitabilmente di Prince..del suo Genio, di D’Angelo (del suo magistrale live a Roma) e di quanto abbia ascoltato entrambi in vita mia infine di Hip Hop che lui stravolge e sovrappone alle altre sonorità, come ha fatto la scorsa notte, mixando la sua voce, muovendo la sua mano come fa un Dj con il mixer quando scratcha!! ho chiuso e gli ho detto: YO Jose now I feel good, I’ll take this time for ever!!!! Thank you Man. Can I get a picture with you?
JJ: Sure.

Affido l’iPhone ad una fotografa artistica tedesca che era con il suo uomo lì con me per tutto il live (tale Yvonne Schmedemann da Amburgo), bravissima (ho visto i suoi lavori), peccato che abbia smarrito tutto il suo talento in quell’istante al buio. Click. Foto. Dreams come true!!!

This is New York…YO!
G Gadda

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